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Devo o voglio?

lunedì, dicembre 12th, 2011

Spesso mi capita di soffermarmi su queste due parole: DEVO e VOGLIO.

Spesso le persone usano queste due parole come fossero sinonimi anche se non lo sono. C’è una bella differenza dire DEVO fare questo oppure VOGLIO  fare questo. Dietro c’è un’assunzione di responsabilità, una scelta in prima persona. Il concetto connesso alla parola DEVO è principalmente legato ad un ordine, ad una qualche costrizione o obbligo. La parola VOGLIO ci collega al piacere, al momento in ci autoderminiamo prendendo una decisione.

Library 2007 © Lori Nix

Ovviamente non mi riferisco a quegli obblighi dai quali non possiamo esimerci, a quelle situazioni necessarie, ma a tutte le altre nelle quali sostituiamo la parola devo a voglio.

Qualcuno ci ha detto che dobbiamo essere in un certo modo, che dobbiamo provare determinati sentimenti, che dobbiamo fare determinate cose. Oppure siamo noi stessi a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, provare, desiderare. E qui inizia il conflitto interiore ovvero quella lotta interna nella quale diverse istanze si contrappongono l’una all’altra.

Il più delle volte sono INGIUNZIONI PARADOSSALI. Ovvero richieste ed ordini a cui non siamo in grado di rispondere perchè  sono contrari a ciò che stiamo provando, sono contrari al nostro sentire. E allora ci dibattiamo in continui rimproveri e autodenigrazioni e la nostra autostima scende precipitosamente. Non ci sentiamo liberi di volere ma tutto diventa un obbligo. Ci diciamo che siamo sbagliati, che ciò proviamo non ha senso e neghiamo i nostri sentimenti profondi.

Come ci sentiamo sollevati allora, nel momento in cui ci prendiamo la responsabilità delle nostre scelte. Scegliere significa anche liberarci, certo significa anche autorizzarsi a farlo, rischiare le conseguenze.

Quando le persone iniziano a “volere” il loro sguardo si accende ed una sorta di eccitazione, energia prende forma.

E si prende in mano la propria vita e si decide come viverla.

 

Benessere

giovedì, giugno 4th, 2009

Cosa vuol dire star bene?

Difficile definire una volta per tutte questo concetto. Decine di volte al giorno rispondiamo alla domanda “Come stai? Bene, Grazie.” Quante volte questa risposta è congruente con il nostro sentire del momento? Quanto ci autorizziamo a sentire e ad esprimere agli altri il nostro stato d’animo? Potrei dire che dipende dal grado di confidenza che abbiamo con l’altro e al tempo stesso con noi stessi.

immagine-sito

Ma torniamo alla domanda che vuol dire star bene. La prima cosa che mi viene in mente è che non vuol dire non avere  problemi, meravigliosa meta illusionistica a cui tendere, ma trovarsi in una situazione comoda nella quale ci sentiamo a nostro agio e sopratutto che abbiamo scelto. Il benessere non è una condizione stabile, quanto piuttosto un percorso di ricerca continuo che passa dalla costante monitorizzazione delle nostre sensazioni. Come dire, per ricercare il benessere abbiamo bisogno di sentire il malessere e scegliere di fare qualcosa.

© Brent Humphreys

Certe volte scegliamo la via del “non sentire male” che porta a non sentire più neanche ciò che ci fa star bene. Ci lasciamo vivere,  non ci ascoltiamo, rimandando di giorno in giorno la decisione di affrontare il dolore che lentamente ci sta svuotando dall’interno.

(continua…)