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giovedì, maggio 3rd, 2012

Devo o voglio?

lunedì, dicembre 12th, 2011

Spesso mi capita di soffermarmi su queste due parole: DEVO e VOGLIO.

Spesso le persone usano queste due parole come fossero sinonimi anche se non lo sono. C’è una bella differenza dire DEVO fare questo oppure VOGLIO  fare questo. Dietro c’è un’assunzione di responsabilità, una scelta in prima persona. Il concetto connesso alla parola DEVO è principalmente legato ad un ordine, ad una qualche costrizione o obbligo. La parola VOGLIO ci collega al piacere, al momento in ci autoderminiamo prendendo una decisione.

Library 2007 © Lori Nix

Ovviamente non mi riferisco a quegli obblighi dai quali non possiamo esimerci, a quelle situazioni necessarie, ma a tutte le altre nelle quali sostituiamo la parola devo a voglio.

Qualcuno ci ha detto che dobbiamo essere in un certo modo, che dobbiamo provare determinati sentimenti, che dobbiamo fare determinate cose. Oppure siamo noi stessi a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, provare, desiderare. E qui inizia il conflitto interiore ovvero quella lotta interna nella quale diverse istanze si contrappongono l’una all’altra.

Il più delle volte sono INGIUNZIONI PARADOSSALI. Ovvero richieste ed ordini a cui non siamo in grado di rispondere perchè  sono contrari a ciò che stiamo provando, sono contrari al nostro sentire. E allora ci dibattiamo in continui rimproveri e autodenigrazioni e la nostra autostima scende precipitosamente. Non ci sentiamo liberi di volere ma tutto diventa un obbligo. Ci diciamo che siamo sbagliati, che ciò proviamo non ha senso e neghiamo i nostri sentimenti profondi.

Come ci sentiamo sollevati allora, nel momento in cui ci prendiamo la responsabilità delle nostre scelte. Scegliere significa anche liberarci, certo significa anche autorizzarsi a farlo, rischiare le conseguenze.

Quando le persone iniziano a “volere” il loro sguardo si accende ed una sorta di eccitazione, energia prende forma.

E si prende in mano la propria vita e si decide come viverla.

 

Le mille porte

giovedì, novembre 17th, 2011

Objects © Agnieszka Polska


“Le strade di Fantàsia” disse Graogramàn, ” le puoi trovare solo grazie ai tuoi desideri. E ogni volta puoi procedere soltanto da un desiderio al successivo. Quello che non desideri ti rimane inaccessibile. Questo è ciò che qui significano le parole “vicino” e ” lontano”. E non basta volere soltanto andar via da un luogo. Devi desiderarne un altro. Devi lasciarti guidare dai tuoi desideri”

[...]

“…in Fantàsia c’è un luogo che conduce ovunque e al quale si può giungere da ogni parte. Viene chiamato il Tempio delle mille porte.  Nessuno lo ha visto dall’esterno, perchè non ha un esterno. Il suo interno consiste in un labirinto di porte. Chi lo vuole conoscere deve avere il coraggio di inoltrarsi in quel labirinto.”

[...]

“…ogni porta in tutta Fantàsia, persino ua comunissima porta di cucina o di stalla, sicuro persino l’anta di un armadio, può in un determinato momento diventare la porta d’ingresso al Tempio delle Mille Porte. Passato quell’attimo, torna ad essere quello che era, una porta qualsiasi. Perciò nessuno può passare più di una volta dalla stessa porta. E nessuna delle mille porte conduce là da dove si è venuti. Non esiste ritorno.”

[...]

“…attraverso il labirinto delle Mille Porte ti può guidare solo un vero desiderio. Chi non lo ha, è costretto a continuare a vagarci dentro fino a quando sa esattamente che cosa desidera. E questo talvolta richiede molto tempo.”

Michael Ende

La storia Infinita

Ho scritto questa citazione della Storia Infinita perchè è un testo per me ricco di metafore e di suggestioni.

Il Tempio delle Mille Porte – a cui accede soltanto chi ha un vero desiderio – è per me una bellissima metafora per raccontare quel momento in cui si entra nel labirinto delle mille porte quello che si apre soltanto quando  lasciamo spazio ad un desiderio autentico e soprattutto lo mettiamo in pratica. Ovviamente un desiderio conduce ad un altro desiderio e così via, come ogni porta conduce ad un’altra. La difficoltà più grande per noi è saper ascoltare i nostri desideri, credere nelle nostre possibilità di realizzarli e finalmente aprire quella porta.

Proprio oggi, ho ripensato a questo brano del libro di Michael Ende La Storia Infinita.

Con una persona parlavamo di tutte quelle esperienze che sembrano impossibili per noi da realizzare, quelle porte che non apriamo, non perchè siano serrate, ma perchè NOI ci scriviamo sopra “IO NON POSSO ENTRARE”.

Esperienze che ci precludiamo,  persone a cui non ci avviciniamo per i più disparati motivi: perchè non ci sentiamo all’altezza, perchè pensiamo di non riuscire a fare come gli altri, perchè tutto sembra troppo distante da noi o per lo meno dall’immagine che ci siamo fatti di cio che possiamo o non possiamo fare.

Talvolta queste porte non sappiamo neanche che esistono, perchè si confondono con i muri del nostro labirinto interiore. Allora il nostro mondo diventa sempre più stretto e più difficle muoversi al suo interno. L’energia si affievolisce ma anche la nostra autostima.Siamo tiranni nei confronti dei nostri desideri, li releghiamo negli angoli più bui dei nostri mondi interni ripetendoci che il desiderio porta all’illusione.

Il luogo in cui viviamo si è fatto troppo angusto, pieno di costrizioni e divieti che ci autoimponiamo quotidianamente.

E se sbiciassimo dentro un pochino e vedessimo che effetto fa desiderare …?

Di solito quello che succede è che l’energia inizia a circolare, gli occhi si illuminano, il volto si colora e la creatività si mette in moto!

è per questo che a quel punto non si può più smettere di desiderare!