Archive for the ‘Creatività’ Category

Reinventa Favole. Mini Laboratorio di foto-teatro

domenica, gennaio 11th, 2015

Durante la manifestazione CE L’HO CE L’HO MI MANCA promossa da Family Welcome abbiamo proposto dei mini laboratori di foto teatro.

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I bambini avevano l’opportunità, in gruppo, di reinventare una nuova favola a partire dal loro personaggio preferito e metterla in scena.

Bimbi dai 3 anni in su, hanno disegnato e creato il proprio personaggio, dandogli forma, colore e rendendoli vivi, attraverso un’animazione teatrale.

In gruppo, poi, hanno potuto creare la loro scena, in cui il proprio personaggio interagiva con quello creato dagli altri. Il risultato era una storia co-costruita che via via si snodava attraverso l’incontro dei loro mondi immaginari.

Reinventa favole

Reinventa favole

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Ciò che ci ha colpito maggiormente è stata la scelta dei loro personaggi preferiti. Ci aspettavamo che avrebbero scelto i personaggi delle favole, dei libri o dei cartoni animati ed invece inaspettatamente, alla nostra richiesta di disegnare il loro personaggio, la risposta è stata immediata ed entusiasta: ognuno aveva il suo personaggio inventato ( chi un aereo, chi un albero dai mille frutti, chi un pirata pieno di gioielli…).

Abbiamo creato uno spazio per raccontare i loro mondi fantastici e renderli reali, poterli impersonare e farli incontrare con il mondo. L’entusiasmo era fortissimo! (tanto che mi sono ritrovata ad inseguire dei bimbi  che avevano preso i super poteri dei loro personaggi e correvano per la sala della manifestazione!)

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I personaggi prendevano vita, muovendosi nello spazio teatrale creato ( e non solo!), rappresentavano  la storia immaginaria che ogni bimbo portava con sé, ma allo tempo si incontravano con il mondo degli altri.

Ogni scena è stata poi fotografata a creare un’altra storia per immagini…

Conduttori: Marco Caputi  (educatore e fotografo) e Gaia Miletic, (psicoterapeuta, arteterapeuta)

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Reinventa favole

Andare oltre la propria zona di confort: appunti di maternità

lunedì, novembre 3rd, 2014

“Guardo mio figlio tentare di raggiungere un oggetto lontano da lui –  si sforza in ogni modo ma ancora non ha capito come spingersi sulle gambe. Raggiunge un oggetto più vicino allungano la mano. Lo afferra per poi lanciarlo un secondo dopo alla stessa distanza di quello più lontano e ricominciare la battaglia per raggiungerlo. Lo osservo per un po’, si arrabbia, mugugna e diventa tutto rosso. A questo punto intervengo avvicinandogli l’oggetto. Non sembra contento del mio gesto, anzi per tutta risposta lo lancia ancora più lontano e ricomincia il suo tran tran.”  

 

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Rileggendo questi miei appunti  di maternità inizio a riflettere su un tema a me caro:gli obiettivi, il desiderio di raggiungerli e la determinazione nell’affrontare il percorso. Ovviamente mio figlio si stava allenando per imparare a gattonare ed il mio gesto di estrema sollecitudine non era gradito perché toglieva il gusto del piacere nell’ottenere l’oggetto e soprattutto perché ciò che voleva non era l’oggetto in sé ma la capacità di muoversi liberamente. Oggi mi è più chiaro vedendo la sua faccia soddisfatta mentre trotterella per casa.

Questo testo però mi sembra un’ottima metafora di ciò che significa andare oltre la propria zona di confort, ovvero mettersi alla prova in qualcosa di nuovo che ci stimola, ci appassiona e ci fa crescere e sperimentare nuove prospettive. Per farlo dobbiamo rischiare. Potrà capitare di trovarci in una situazione scomoda, faticosa oppure potremmo non sentirci subito bravi nel fare una cosa, ma se proviamo ad andare oltre al nostro status quo potremmo scoprire qualcosa di nuovo di noi e del mondo.

I bambini cercano altezza e noi in cosa ci possiamo sfidare? Cosa possiamo fare per andare un po’ più lontano nel nostro orizzonte di vita? Quale sfida continuiamo a rimandare? Quale desiderio lasciamo nel cassetto?

 

Nuovo anno nuovo inizio? Terapia della creatività e piccoli propositi

giovedì, gennaio 9th, 2014

 

Gennaio è il mese dei buoni propositi, il momento in cui si tenta di lasciarsi tutto alle spalle per iniziare con nuovi obiettivi e nuova energia. Non avremmo questa spinta al cambiamento ed alle nuove prospettive se non passassimo il periodo delle festività natalizie in una sorta di limbo dolce amaro. Un momento in cui tendenzialmente (ovviamente non parlo in assoluto) si fanno i conti con la propria vita, con ciò che si è fatto e ciò che si vorrebbe fare, con le persone che ci sono vicine ed inevitabilmente con chi è con noi e chi non c’è più o per qualche motivo non è con noi al momento delle feste. Per questo le festività natalizie hanno un sapore tra il dolce e l’amaro e non solo per i bruciori di stomaco dopo le grandi abbuffate ma anche perché è un momento di inevitabile riflessione. Frenesia i giorni imminenti, calma e riflessione dal momento in cui ci si siede a tavola ai giorni seguenti di famiglia e condivisione.

Ovviamente ognuno ha il suo Natale. Lungi da me il descrivere il vostro.

Ciò che vorrei dire è piuttosto il fatto che possiamo utilizzare le sensazioni e gli stati d’animo che emergono da questo periodo per fare qualcosa di diverso. Non c’è bisogno che sia eclatante, basta in realtà qualcosa di nuovo, rischiare in una situazione anche molto piccola.

Il modo migliore per fallire in un buon proposito, di solito è quello di guardare la montagna e non il percorso, porsi perciò obiettivi troppo grandi e lontani che ovviamente sembrano irrealizzabili: belli, faticosi e lontanissimi.

La mia proposta è quella di obiettivi piccoli e molto concreti.

Dirsi “sarò più gentile” oppure ” studierò di più” o ancora ” non litigherò con mia moglie” di certo non sono obiettivi concreti e realizzabili. Lo sono invece quelli molto più microscopici ma che ci aiutano a salire passo dopo passo e non sentire solo la fatica ma godersi il paesaggio ad esempio: ” studierò questo capitolo” oppure ” saluterò la portiera” o ancora ” oggi laverò io i piatti al posto di mia moglie” o ancora “farò quella telefonata”.

Sembrano sciocchezze ma sono un piccolo passo e per fare una lunga camminata bisogna iniziare da qui…

Voi che piccoli propositi volete fare per questo mese di gennaio?

Sedetevi in un luogo dove non andate mai, un luogo della casa che non frequentate molto, un luogo del vostro quartiere, sedetevi per terra in salotto, in cucina o in bagno, cambiate prospettiva su ciò che avete intorno ed iniziate a riflettere: quale piccolissimo cambiamento vorreste fare nella vostra vita? mi raccomando siate concreti!

scrivetelo o fate una foto di questa nuova prospettiva…

e buon inizio!

 

Nuovo Look

martedì, novembre 22nd, 2011

Ciao a tutti,

si avvicina l’anno nuovo ed ho deciso di rifarmi il look…o per lo meno quello digitale!!! nella speranza che diventi sempre più ricco di riflessioni, proposte e nuovi CONTATTI CREATIVI!!!

a prestissimo

Gaia

Pensieri sulla creatività

sabato, novembre 28th, 2009

Secondo me siamo tutti creativi, o meglio ognuno di noi può utilizzare la sua creatività nella vita di tutti i giorni.

A questo proposito mi  viene in mente la storia di un macellaio di Brasilia che aveva una passione per i libri, ne aveva  da parte, ne ha acquistati altri nel tempo, ed deciso di creare una biblioteca circolante nel suo negozio di macelleria prestandoli ai clienti. Oggi ha fondato cinque librerie circolanti in giro per la città alla fermate degli autobus. Le persone possono prendere i libri in prestito mentre aspettano. Non devono firmare nulla, non devono fare alcuna tessera, semplicemente devono leggere.

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© Chris Rain

Questo è  proprio un esempio di quello che si chiama pensiero divergente, di una persona che ha deciso di fare una scelta creativa nel suo lavoro, forse una scelta azzardata, unendo due cose che non c’entrano proprio niente tra loro, come la carne ed i libri, ma che forse hanno un certo significato per chi le ha messe insieme. Ha osato e c’è stata una buonissima risposta da parte delle persone alla sua idea.

Usare la creatività ci permette diriflettere su nuove prospettive e non agire sempre nello stesso modo, ci permette di portare energia vitale alla nostra vita.

Sono proprio solo gli artisti a possedere la proprietà dell’essere creativi? (continua…)