L’ Arteterapia

Cos’è e quando si usa?

L’arteterapia è uno strumento che permette alle persone di potersi esprimere attraverso il canale immaginativo e non verbale. L’utilizzo delle arti come strumento espressivo è stato introdotto già dagli anni ’70 in ambito terapeutico ma l’idea che l’arte potesse avere un effetto benefico sulle persone è un concetto assai antico.

Portare gli strumenti artistici all’interno della relazione terapeutica e permettere alle persone di sperimentare un canale creativo all’interno di uno spazio protetto di una seduta e può aprire strade che a parole si ha difficoltà di percorrere. Io lo considero uno strumento che velocizza il processo di consapevolezza e la capacità di utilizzare le proprie risorse.

Quando si lavora con l’arte, ci si inserisce ad un livello non verbale, uno spazio nel quale si aprono possibilità spesso celate. In tal modo è più facile lasciar spazio a quei processi inconsci che sono ancora inesplorati e che emergono nel momento in cui siamo a contatto con la pittura, la creta, il collage.

L’intento dell’arteterapia non è quello di ottenere un buon risultato artistico ma quello di lavorare sul processo creativo e di ascoltare le sensazioni che si provano nel momento creativo e successivamente di fronte al proprio lavoro finito. A questo punto si apre una finestra di possibilità, riflessioni e connessioni con la propria vita che il più delle volte mi lascia senza fiato. Non si lavora con l’interpretazione, non si osservano le forme e i colori per decodificarli, piuttosto si chiede  alla persona che storia  stanno raccontando e cosa sta provando di fronte ad essa.

Siamo in una dimensione che non ha nulla a che vedere con il giudizio, la valutazione, il bello e il brutto.

Giudizio e creatività

Talvolta quando propongo agli adulti di disegnare o dipingere mi guardano con sguardi perplessi e preoccupati e mi dico subito “ io non sono creativo”, “ non so disegnare, non potrei scrivere?”. Queste attività vengono collegate immediatamente al giudizio degli altri, alla prestazione ed al risultato, probabilmente a causa di esperienze poco piacevoli collegate alla scuola oppure alla reazione degli altri alle proprie produzioni creative. Sì perché il disegno, la pittura sono attività che, più o meno, la gran parte delle persone fa nel periodo dell’infanzia, per poi abbandonarle nell’età adulta per i motivi più disparati, primo tra tutti perché nel periodo dell’adolescenza vengono considerate attività infantili.

Quanti di voi si sono sentiti giudicati o a loro volta si sono criticati per ciò che avevano realizzato, tanto da decidere di non provarci più?

La dimensione artistica prevede prove, tentativi, sperimentazioni e moltissima esperienza, eppure molti ritengono che creare sia appannaggio di pochi eletti, i cosiddetti creativi.

Ma davvero la creatività è solo per poche persone? Cosa significa essere creativi in realtà?

Questo tema mi è molto caro perché, a mio parere, questa falsa credenza impedisce a molti di accostarsi alla produzione creativa creando un muro invalicabile. Come se ci fosse un noi ed un loro. Quelli creativi e quelli che non lo sono.

Creatività quotidiana

Esistono, in effetti, molteplici modalità di sperimentare la creatività, ma la cosa più importante costituita dal fatto che la creatività bisogna coltivarla, proteggerla e non giudicarla e questo ovviamente vale anche per le parti più profonde di noi.

Non è un dono che illumina pochi, piuttosto io la vedo come un processo di ricerca e di sperimentazione che può essere messo in atto con molteplici strumenti, da quelli più spiccatamente riconosciuti come “artistici”  a quelli quotidiani. Si può essere creativi anche nella nostra quotidianità allora. Davvero?

In realtà è possibile esserlo in ogni situazione nella quale decidiamo di sperimentare strade differenti, perché no, anche nel tragitto che compiamo ogni mattina per andare al lavoro. Provare strade differenti significa anche poter scoprire qualcosa di nuovo: nel percorso casa-lavoro potremmo scoprire che la strada che facciamo ogni giorno è la più bella oltre che la più funzionale. Insomma non è necessario scoprire cose eccezionali talvolta anche l’acqua calda da grosse soddisfazioni!

Creatività, benessere e migliore qualità di vita

C’è una cosa che ci frega parecchio quando ci accostiamo alla creazione artistica: il lavoro creativo non è produttivo nel senso capitalistico del termine, non diventiamo immediatamente degli artisti quotati, non siamo subito riconosciuti come dei geni!

Questo aspetto della prestazione può essere un deterrente alla produzione, sempre perché ciò che si guarda è il risultato e non il processo creativo.

Il mondo della produzione creativa è fatto di processo e no, non è produttivo in termini di guadagno o di riconoscimento esterno ma migliora la qualità della vita, rende i sapori ed i colori più forti e piacevoli, insomma è un guadagno in termini di benessere personale, il che non è poco direi.

L’arteterapia si concentra su questo, sul processo che si compie, e questo, a mio avviso, è immensamente più ricco del semplice prodotto.