Archive for novembre, 2014

Andare in psicoterapia: prendersi cura di sé

martedì, novembre 18th, 2014

Qualcosa per me

Quanto sono determinanti le emozioni nel processo del parto?La Legge dello Sfintere

martedì, novembre 4th, 2014

Torniamo ancora ad occuparci del parto avvalendoci della grande esperienza dell’ostetrica Ina May Gaskin. L’aspetto che più mi preme sottolineare in questa fase è proprio  di quanto le emozioni siano determinanti nel processo del parto, vediamo in che modo la Gaskin descrive questa fase:

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“Imparare a mantenere il controllo degli sfinteri è lo scopo dell’allenamento sul vasino che generalmente si fa nel secondo o terzo anno di vita per i bambini del mondo industrializzato.  Per la maggior parte delle persone che sono cresciute nelle società industriali sono necessarie alcune misure di familiarità e intimità per poter consentire ai muscoli dello sfintere di rilassarsi ed evacuare, persino in presenza di un forte stimolo. 

Gli sfinteri come ogni muscolo involontario, sono condizionati dalle emozioni; funzionano molto meglio in un’atmosfera rilassata e libera da emozioni discordanti. Forse, in quanto sono in prossimità dei nostri organi riproduttivi o, nel caso dell’uomo sono la stessa cosa, questo è il motivo per cui i bagni pubblici sono generalmente suddivisi in base al sesso.

Capire il processo del travaglio e del parto diviene più facile quando ci rendiamo conto che le aperture dell’utero (cervice) e della vagina sono anch’esse degli sfinteri. Svolgono funzioni corporee normali.

LE CARATTERISTICHE DEGLI SFINTERI

1) Gli sfinteri non obbediscono agli ordini

È una tendenza abbastanza comune negli ospedali della maggior parte dei Paesi industrializzati quella di chiedere strenuamente alla donna in travaglio di spingere non appena abbia raggiunto la dilatazione completa. Tali ordini vengono spesso dati senza la consapevolezza che, nella maggior parte dei casi, l’urgenza di spingere nasce spontanea nella madre. L’atto di spingere avrà luogo senza che nessuno urli alla donna quando e come lo debba fare. Molte donne sono in grado di mettere al mondo i loro figli mentre si urla loro dietro, ma sarebbe meglio che ci riuscissero a dispetto di questa distrazione, non a causa di essa. Non esiste un’urgenza corporea più pressante che quella delle contrazioni uterine che spingono il bambino nel canale del parto una volta che la cervice è completamente dilatata. 

Coloro che non hanno mai provato cosa sia partorire mentre qualcuno ti dice cosa devi fare, possono meglio comprendere come ciò possa interferire, immaginando come ci si possa sentire a fare la cacca con un estraneo che ti dà gli ordini a pochi centimetri di distanza.

2) Gli sfinteri funzionano meglio in un’atmosfera familiare e intima 

Vi è mai capitato di soffrire di stitichezza in viaggio e di risolvere il problema appena arrivati a casa?

3) Gli sfinteri si possono chiudere all’improvviso quando la persona è disarmata e spaventata

Gli sfinteri si possono “retrarre” senza alcun atto volontario del soggetto. La contrazione improvvisa di un muscolo dello sfintere già rilassato è dovuta a una reazione basata sulla paura; questo fa parte della naturale reazione del “mordi e fuggi” di quando si percepisce un pericolo.

Cosa c’è di più misterioso di un processo corporeo in grado di cambiare a seconda di chi ti trovi vicino? 

La presenza di uomini o donne  estranei alla partoriente può inibire il travaglio? Sono certa che la risposta alla domanda sia sì. La presenza di un estraneo nella camera, sopratutto se si tratta di un uomo che non sia il compagno della donna in travaglio, frequentemente (anche se non sempre) rallenta o blocca il travaglio. 

4) Ridere favorisce l’apertura degli sfinteri

Le endorfine, oppiacei naturali che inibiscono il dolore, sono efficaci all’istante e non hanno alcuna controindicazione. Un sorriso fa bene, una risata fa meglio. Una buona risata che viene dalla pancia costituisce una delle migliori forme di analgesia. Ovviamente so che è dura per chi ha avuto un travaglio doloroso credere che una risata avrebbe potuto eliminare il dolore. Comunque sia, solo chi lo ha provato sa cosa significa.

5) La respirazione lenta e profonda aiuta l’apertura degli sfinteri

Una respirazione addominale profonda provoca un generale rilassamento dei muscoli del corpo, specialmente quelli del pavimento pelvico.

6) Immergersi in acqua calda

Immergersi in una vasca di acqua calda può essere estremamente calmante per una donna in travaglio. Tenere i muscoli rigidi è molto difficile quando ci si trova nell’acqua.

7) Il rilassamento della mascella e della bocca rilascia la tensione dei muscoli perineali

Questa tattica di rilassamento ha evitato e diminuito lacerazioni ed episiotomie nel corso degli anni. La maggior parte delle donne riesce ad immaginarsi meglio un rilassamento della bocca piuttosto che uno del proprio ano. Comprendere la connessione tra l’alto e il basso può affievolire il dolore e la spiacevole sensazione di costipazione, la tensione di tipo premestruale, i crampi mestruali, il travaglio, il parto e i dolori che lo seguono. Se senti che stai digrignando i denti o serrando la mascella, fermati! Fai un bel respiro profondo ed espira, rilassando i muscoli della bocca e della gola. Questo effetto viene rafforzato se si emette anche un suono al movimento dell’espirazione. Il suono dovrà essere sufficientemente basso da far vibrare la cassa toracica. Non tutte le donne sono delle cantanti professioniste ma ognuna può intonare qualcosa mentre sta per partorire. Cantare porta al massimo la capacità di apertura degli sfinteri. I suoni migliori sono quelli che vengono dal profondo del corpo, quelli che fanno vibrare l’intera cassa toracica. Persino una donna che non emette alcun suono mentre partorisce può deliberatamente mettere la bocca e la gola in posizione sciolta e libera mentre spinge. Se tiene la bocca aperta piuttosto che serrare la mascella, il suo perineo reagirà adeguatamente. 

Sviluppare e comprendere la Legge dello Sfintere è una parte importante del processo mente/corpo. Poiché la fiducia è un sentimento potente e valido, è fondamentale per le donne incinte essere assistite da persone di cui si fidano. L’amore costituisce un’altra emozione che dà loro sollievo e tranquillità. Fiducia e amore rendono possibile il rilassamento. Io credo che le migliori ostetriche siano quelle che provano una speciale gentilezza e affetto per le donne di cui si prendono cura.

Quando la madre prova affetto e fiducia nei confronti della sua ostetrica o del suo medico, troverà molto più facile rilassarsi in presenza di questa persona. Questo sentimento di sicurezza non renderà solo il travaglio e il parto più efficaci ma li renderà anche meno dolorosi.”

 

 

Andare oltre la propria zona di confort: appunti di maternità

lunedì, novembre 3rd, 2014

“Guardo mio figlio tentare di raggiungere un oggetto lontano da lui –  si sforza in ogni modo ma ancora non ha capito come spingersi sulle gambe. Raggiunge un oggetto più vicino allungano la mano. Lo afferra per poi lanciarlo un secondo dopo alla stessa distanza di quello più lontano e ricominciare la battaglia per raggiungerlo. Lo osservo per un po’, si arrabbia, mugugna e diventa tutto rosso. A questo punto intervengo avvicinandogli l’oggetto. Non sembra contento del mio gesto, anzi per tutta risposta lo lancia ancora più lontano e ricomincia il suo tran tran.”  

 

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Rileggendo questi miei appunti  di maternità inizio a riflettere su un tema a me caro:gli obiettivi, il desiderio di raggiungerli e la determinazione nell’affrontare il percorso. Ovviamente mio figlio si stava allenando per imparare a gattonare ed il mio gesto di estrema sollecitudine non era gradito perché toglieva il gusto del piacere nell’ottenere l’oggetto e soprattutto perché ciò che voleva non era l’oggetto in sé ma la capacità di muoversi liberamente. Oggi mi è più chiaro vedendo la sua faccia soddisfatta mentre trotterella per casa.

Questo testo però mi sembra un’ottima metafora di ciò che significa andare oltre la propria zona di confort, ovvero mettersi alla prova in qualcosa di nuovo che ci stimola, ci appassiona e ci fa crescere e sperimentare nuove prospettive. Per farlo dobbiamo rischiare. Potrà capitare di trovarci in una situazione scomoda, faticosa oppure potremmo non sentirci subito bravi nel fare una cosa, ma se proviamo ad andare oltre al nostro status quo potremmo scoprire qualcosa di nuovo di noi e del mondo.

I bambini cercano altezza e noi in cosa ci possiamo sfidare? Cosa possiamo fare per andare un po’ più lontano nel nostro orizzonte di vita? Quale sfida continuiamo a rimandare? Quale desiderio lasciamo nel cassetto?