Perché il dolore del parto è diverso da qualsiasi altro dolore?

Il dolore è una reazione fisica che ci permette la sopravvivenza, senza il dolore non capiremmo quali sono i comportamenti o le situazioni pericolose e senza la percezione del pericolo abbiamo molte più probabilità di non sopravvivere.

La prima reazione che abbiamo di fronte ad esso é quella di volercene liberare immediatamente e questo ci spinge ovviamente a cambiare qualcosa nella situazione in cui stiamo: prendere una medicina, allungare la schiena, cambiare posizione, allontanarci dal fuoco, fuggire etc..

Ma nel momento del travaglio ciò che cambia è che il dolore che stiamo provando non dipende da una ferita o da qualcosa che ci sta colpendo ma è un aspetto fisiologico del corpo, causa e scopo di questo dolore sono molto diversi da ciò che conosciamo: la causa sono le contrazioni lo scopo è la nascita di vostro figlio!

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A livello psicologico direi che cambia molto! Non è un dolore dal quale dobbiamo difenderci quanto piuttosto provare ad attraversarlo. E qual’è il modo migliore per attraversare il dolore? il respiro che ci permette di allentare la tensione dei muscoli, reazione di difesa che il nostro corpo mette in atto di fronte al dolore.

Lo so sembra banale ma se ci fate caso nel momento in cui proviamo dolore e successivamente ci spaventiamo per ciò che ci sta succedendo,  la prima cosa che succede è che andiamo in apnea.

Proprio nel momento in cui il nostro corpo la fa da padrone, nel senso che è al centro di tutto e sembra seguire un suo flusso, molte donne possono sentirsi prive di controllo ed entrare in panico o spaventarsi.

Ecco cosa ci dice Ina May Gaskin, ostetrica americana di lunga esperienza:

Potrebbe capitare di sentirsi terribilmente lacerate  ma i modi calmi e comprensivi dell’ostetrica e le sue parole possono comunicare che non vi è alcuna lacerazione in atto. La consapevolezza in questi momenti è così rassicurante che spesso è possibile percepire il dolore che diminuisce o le proprie capacità di sopportazione che aumentano.

Controllare il respiro ed i propri pensieri, allora può essere fondamentale. Prepararsi a questo lo è altrettanto! Non è così automatico trovare un’ostetrica dai modi calmi e comprensivi perciò sta a noi preparaci.

Qui di seguito una seconda citazione di Ina May Gaskin:

Quando ci si ferisce e si sente dolore, il messaggio del dolore è: “Vattene via!” oppure “Difenditi, sei stato colpito”. Questo è un tipo di informazione legata all’istinto di sopravvivenza. Il messaggio mandato dal dolore del parto è completamente differente. Dice ” Rilassa i tuoi muscoli pelvici. Lasciati andare, arrenditi. Segui la marea, non combatterla perché è più grande di te”. Questo è molto diverso  rispetto al “Proteggiti!” o al “Vattene” che seguono una ferita. 

Eppure molte donne reagiscono al dolore del travaglio nello stesso modo in cui reagiscono quando si feriscono. Pensano di poterlo curare e sentono di non trarne alcun vantaggio dal provarlo senza l’ausilio di medicinali. Non sanno che un cambiamento di posizione, di atteggiamento, di atmosfera nella sala parto e di tutta una serie di altri fattori sono in grado di cambiare bruscamente le sensazioni interne del travaglio.

Il termine stesso CONTRAZIONE non ci aiuta molto a livello mentale perché ci comunica un’idea di rigidità e blocco, se invece ci concentriamo su un termine diverso, come ad esempio quello di SENSAZIONE possiamo provare a “respirarci sopra”, come le onde del mare che aumentano via via che il travaglio prosegue.

Lo so ad alcune potrà sembrare assurdo, ma vale la pena provare!

 

 

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