La storia di una nascita

Questa lettera è stata per me una spinta per procedere in questo percorso accanto alle “madri in viaggio” e vorrei ringraziare la persona che si è lasciata accompagnare dalle mie parole perché mi ha spinto a pensare che il lavoro che si può fare è importante… Grazie

Cara Gaia, ti scrivo dall’ospedale, con il mio fagottino sdraiato accanto, appoggiato al mio seno dal quale già non riesce a staccarsi durante la notte, anche solo per dormirci sopra o metterci una manina… Ho partorito l’8 un bel bimbo di nome XXX, un piccolo cucciolo gigante di 4180grammi e 56 cm… Anzi abbiamo partorito, io e mio marito insieme, perché da sola non avrei saputo gestire l’induzione farmacologica del parto, la fase del travaglio lunga e dolorosa, l’epidurale che purtroppo non ha avuto alcun effetto su di me per un mio problema di metabolizzazione degli anestetici, e la fase espulsiva fatta nature… Con tanto di episiotomia e chiusura della lacerazione con punti a freddo, senza possibilità di essere anestetizzata… Insomma dalle 11,30 del 7 alle 19,40 dell’8 non è stato facile rimanere concentrata, evitare di andare fuori di testa e pensare a tutto quel dolore come ad un’ultima fase di un viaggio importante, da vivere in pienezza e non solo da superare e oltrepassare…
Nascita di una madre
E ti volevo ringraziare perché le tue parole e le tue confidenze preziose mi hanno accompagnato silenziosamente lungo tutto il travaglio… Mi hanno permesso di mettermi nelle mani di mio marito che mi ha guidato nella respirazione e nel vivere le contrazioni fino in fondo, attraversandole con coraggio, dall’inizio alla fine… Mi hanno aiutato nella fase espulsiva e nell’accettazione di quel dolore che purtroppo non è stato attenuato per me neanche da un’epidurale inefficace…

E così, io che ero terrorizzata anche solo al sentire la parola travaglio, mi sono trovata a partorire naturalmente un vitellino di più di 4 kg… E non sai che soddisfazione, ho ricevuto i complimenti di mio marito, quelli più importanti, orgoglioso di me per il coraggio, la forza e l’impegno dimostrato nonostante tutte le difficoltà e gli imprevisti… E anche quelli delle ostetriche e dei dottori della sala parto… E prima ancora, quelli che mi ha fatto mio figlio con i suoi occhioni quando li ha aperti per la prima volta e mi fa guardato fisso fisso…

Quindi volevo ringraziarti… Perché è vero, la fatica l’ho fatta io, ma le tue parole sono state la mia colonna sonora in quelle ore… Grazie ancora!

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