Archive for marzo, 2013

Videogiochi e nuove tecnologie: come comportarsi con i propri figli?

martedì, marzo 12th, 2013
Immagine anteprima YouTube

Glued, incollato allo schermo, nel vero senso della parola.

Il  bambino è particolarmente attratto dai videogiochi e  per nulla interessato a giocare all’aria aperta con gli altri bambini. Suona familiare?

Spesso parlando con le mamme di ragazzi adolescenti mi dicono di avere lo stesso problema, rinchiusi nella loro camera, davanti a facebook o a guardare la tv, preferiscono quel mondo a quello esterno, nonostante i loro continui solleciti e spinte…

Fa così paura il mondo esterno? oppure è semplicemente più facile relazionarsi con la tecnologia che con i propri coetanei e con il mondo lì fuori che non posso controllare, né spegnere?

Che tipo di intervento si può fare con questo problema? ovviamente dipende molto dalla situazione, ma il lavoro che si può fare è sicuramente quello di lavorare sulla relazione con loro, aiutarli ad entrare lentamente in contatto con l’altro in un ambiente protetto e nel quale possano sentirsi sicuri di non essere presi in giro, di non sentirsi inadeguati e non all’altezza. In poche parole in una situazione in cui possano sentirsi a loro agio, accettati per come sono ed anche trovare uno spazio nel quale possano condividere il loro mondo, che è fatto anche di conquiste e di soddisfazioni, che a prima vista possono apparire ” strane”, come ad esempio superare tutti i livelli di un videogioco, ma che in realtà sono ciò che li lega a quel mondo.

 

Orientamento: Cosa scelgo dopo il liceo?

lunedì, marzo 4th, 2013

Alcuni momenti della nostra vita dobbiamo dare una direzione alle nostre azioni ed uno di questi momenti è proprio quello legato al passaggio dal liceo ad un percorso universitario o lavorativo professionale.

Fino a questo momento siamo stati in una strada ben tracciata, ora abbiamo la possibilità di scegliere un percorso per il nostro futuro.

Alcune  possibilità ci sembrano quasi obbligate perchè agli occhi di tutti appaiono essere le scelte giuste, quelle più sensate perchè lavorativamente offrono più possibilità di guadagno e affermazione.

Sarà vero? Sarà così anche tra qualche anno? E la mia motivazione, il mio piacere, le mie energie dove le metto?

Scegliere in base al guadagno che se ne ricaverà è sempre un criterio di scelta ma non può essere l’unico.

Troppe volte ho visto persone fare la scelta giusta e ritrovarsi impantanati dopo alcuni anni, pochi esami fatti, un senso di inadeguatezza e sfiducia, molti anni a fingere di studiare…e poi? si prende il lavoro qualsiasi, quello che capita, se capita…

Bisogna guardare alla meta ma anche al percorso perchè è lungo e tortuoso e se non ho le energie mentali ed emotive per affrontarlo sarà difficile arrivare alla meta.

Con la crisi si può ancora sognare?

E la crisi dove la mettiamo? è un tema che spaventa molti soprattutto perchè si pensa che con la crisi non si può sognare.

Bisogna mantenere i piedi per terra, essere pratici, è vero ma per essere competitivi sul mercato del lavoro è necessario mettere passione, energia e voglia di fare in ciò che facciamo e senza questa benzina siamo  uno dei tanti…

Talvolta quando iniziamo a pensare alle scelte “giuste” che i nostri genitori caldamente ci consigliano oppure che immaginiamo loro possano approvare, ci sembra di trovarci in una dimensione troppo stretta, come se il vestito che cerchiamo di infilarci non fosse adatto al nostro corpo. Allora restano i dubbi e un senso di vuoto, perchè non riusciamo neppure a permetterci di pensare a scelte diverse, ci precludiamo strade che potrebbero essere qualitativamente migliori per noi,troppo spaventati dal compiere la scelta sbagliata.

A cosa serve l’orientamento allora?

è uno spazio nel quale poter esplorare strade possibili con l’aiuto di una persona che sospende il giudizio, che non esprime opinioni su ciò che è giusto e ciò che non l0 è, ma si pone a fianco a te mentre esplori le diverse possibilità, riportandoti al piano di realtà ma chiedendoti anche quale emozione c’è nel percorrere una strada.

Le persone che fanno un percorso di orientamento vengono dopo aver già fatto un lavoro di riflessione, costruzione e aggiustamento di una immagine possibile del futuro, oppure con la sensazione di non avere nessuna possibilità. nessuna strada interessante perchè mi dicono:  “non so fare niente…non ho una passione…non mi piace niente” .

Alcuni portano solo ciò che non gli piace e non sanno fare ma anche quello è un buonissimo inizio, scartare ciò che non mi piace ed esplorare il resto.

Primo passo: tirar fuori i sogni e le idee

L'IDEA è QUELLA DI SUPERARE L'IMPOTENZA CHE IN QUESTO PERIODO DI CRISI SERPEGGIA PER RIAPPROPRIARCI DEI NOSTRI DESIDERI E RENDERE POSSIBILE CIò CHE AGLI ALTRI SEMBRA IMPENSABILE!

Ho parlato di immagine perchè effettivamente esplorando le diverse possibilità iniziamo a costruirci un’immagine di come saremo in futuro, una sorta di fantasia ad occhi aperti di come vorremmo diventare, anche fisicamente, non solo interiormente. A questo si collega uno dei lavori che si svolge all’interno della consulenza di orientamento: la tecnica del collage.

La tecnica del collage è uno strumento adeguato a descrivere il momento di stordimento e frammentazione:  il vuoto ( del foglio) e il pieno (delle riviste che ho sul tavolo) sono la metafora di ciò che la persona sta attraversando.

Quando propongo questa tecnica è proprio per attivare una serie di riflessioni possibili e stimolare la parte destra del nostro cervello, quella che talvolta il nostro comandante interiore mette a tacere.

Il collage è il primo tratto di strada che si percorre per smuovere un po’ le acque della creatività ed iniziare a vedere il problema sotto diverse prospettive. Si procede pericò ad un lavoro che parte dall’immaginazione.

SE NON RIESCO AD IMMAGINARMI UNA STRADA NON POSSO NEANCHE PERCORRERLA!

Immagine anteprima YouTube

 

Secondo passo: vagliare le possibilità

Lo step successivo è un tuffo nelle possibilità reali!

Ovvero: le mie idee sono realizzabili? Cosa mi serve per poter prendere quella strada che ho scelto?  La strada potrebbe essere giusta per me o no?

Sono disposto ad accettare i sacrifici e gli sforzi che sono necessari a percorrerla? Nonostante la mia consapevolezza, il mio desiderio e la mia motivazione sono immutati?

Ovviamente non possiamo prevedere il futuro ma possiamo usare tutte le informazioni a nostra disposizione per capire se ciò che ci piace è solo un’idea o si può trasformare in qualcosa di diverso.

Faccio un esempio concreto: mi accorgo che vorrei fare l’architetto, mi piacerebbe inventare spazi dove le persone possano trovarsi a loro agio e sentirsi bene. Ok. Cosa è necessario che io faccia per realizzare questo desiderio? Un percorso universitario. Mi direte: “è ovvio!” . Va bene! ma nei 5/7 anni (la vita media di uno studente di architettura..) che esami devo fare? che materie devo affrontare?

Sembra banale ma è fondamentale saperlo, perchè quella sarà la mia vita da qui ai prossimi anni e se seguo solo un’idea, poi, la musata che do contro la realtà può essere dura! Sono disposto ad affrontare quegli esami? le mie attitudini sono in linea con quel percorso di studi? Se la mia risposta è sì, ottimo! Ho trovato una scelta concreta, tangibile. Se è ni ,continuo ad esplorare di cosa ho bisogno per affrontarla oppure se esistono strade alternative per realizzare ciò che voglio. Magari mi ritrovo a fare un corso di arredamento e design oppure di scenografia o chissà…

L’importante è non chiudere le possibilità ai nostri desideri! ma per capire cosa voglio è fondamentale attivare la creatività!

Perchè le strade prive di energia, che apparentemente sembrano quelle giuste, diventano rapidamente rami secchi che non portano da nessuna parte.

Allora è necessario far germogliare nuovi rami che possano dare frutti nuovi, colorati e maturi!