Nostalgia: confronto tra un presente svalutato e un passato idealizzato

 

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Vorrei partire da questa citazione dell’ultimo film di Woody Allen, non uno dei suoi più riusciti, ma in ogni caso utile per questo messaggio che ci lascia.

Esiste un’epoca d’oro o siamo noi che tendiamo a voler vedere il passato come un ideale di benessere?

Stiamo insegnando ai ragazzi ad avere una visione negativa del presente in cui tutto è sbagliato? Leggo le loro riflessioni sull’attualità e sul mondo e mi rendo conto che pongono sempre un confronto con il passato, un passato che non conoscono ma che gli viene trasmesso e raccontato come molto più facile.

Vero. Per certi versi lo era. Più facile, forse. I rapporti, la velocità, le informazioni. Non so.

Quello che mi stupisce e che spesso noto è che molti adolescenti già sono negativi sul futuro, già bloccano i loro sogni perchè imparano troppo presto che non si possono realizzare.

Allora quanto siamo responsabili noi di questa visione.

Per me è fondamentale aiutarli a confrontarsi con il presente e con ciò che hanno dentro, con i loro desideri, ansie e sogni.

Stiamo crescendo la generazione di domani, è necessario fare in modo che guardino il mondo con i loro occhi, che possano sperare e trovare le energie per trasformare il mondo e superare le paure.

I media hanno la loro responsabilità anch’essi.

Ogni evento che accade viene drammatizzato e la realtà che ci viene raccontata è intrisa di pericoli e di conseguenza la paura serpeggia.

Per me è stato lampante venerdì notte. Sono uscita titubante, nonostante gli allarmi e i pericoli lanciati sugli organi di informazione. Sono uscita a godermi i fiocchi di neve che scendevano su Roma addormentata.

In centro le uniche persone che ho incontrato a divertirsi in quello spettacolo naturale, a tirarsi le palle di neve e giocare erano stranieri, ragazzi americani perlopiù.

Mi sono chiesta: dove sono i ragazzi di Roma? quanto hanno dato attenzione e vincolato la loro esistenza a ciò che veniva detto al telegiornale?

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