Archive for febbraio, 2012

Ritorno alla Meraviglia

martedì, febbraio 28th, 2012

Carissimi!

Vi annuncio che è nato LAB FACTORY una collaborazione già collaudata tra

l’Atelier Creatività e Benessere e Contatto Creativo.

Un incontro esplosivo di passioni che ci porta ad entrare nel mondo della Meraviglia, ad esplorare quei luoghi interni che ci fanno sentire bene, ricaricare e tornare ad affrontare la settimana con una marcia in più!

Per questo vi proponiamo una giornata per esplorare nuovi modi per conoscersi e divertirsi all’insegna della Meraviglia!

SABATO 10 MARZO 2012

10.00 -18.30

VIA AGOSTINO BERTANI 22 

(TRASTEVERE – PIAZZA SAN COSIMATO)

60.00 €  materiali inclusi

per prenotare:

info@ateliercreativita.com

miletic.gaia@yahoo.it

tel.   339 48 54 232 /  349 52 32 070

 

Video-Pittura intuitiva: un incontro creativo

lunedì, febbraio 13th, 2012


Gaia Miletic e Marianne Cordier

Marianne Cordier (sx) e Gaia Miletic (dx)


 

Intervista a cura di

Francesca Di Macco

 

Perché video e pittura insieme?

Ci interessava esplorare le differenze tra due linguaggi: l’analogico e il digitale.

La Pittura è un linguaggio legato alla manualità, allo sporcarsi. È coinvolgente perché quasi non c’è distanza tra la mano e la tela sulla quale si sta dipingendo. Il contatto è diretto, si è nell’intimità della propria creazione ed emozione.

La pittura, inoltre, nell’immaginario delle persone è legata alla tradizione, a canoni estetici ben definiti nelle varie epoche, alla storia dell’arte e al genio artistico. Per alcuni è quasi un mezzo irraggiungibile di espressività creativa.

Nella Pittura Intuitiva, invece il processo è scollegato da tutto ciò ma è un mezzo per esprimere ciò che si è.

Il Video, nell’immaginario delle persone è collegato a qualcosa di quotidiano, al cinema alla tv, alle pubblicità che inondano le nostre vite.

È coinvolgente, ma allo stesso tempo per arrivare al prodotto finale ho bisogno di spazi di ragionamento e di decisione collettiva che nella Pittura Intuiva non ci sono, perciò in questo senso i due strumenti si integrano perfettamente.

Nell’esperienza della giornata in che modo il video è a servizio della pittura e viceversa?

Nel processo di Video Pittura Intuitiva c’è in gioco un aspetto di libera espressione che poi si affina e raffina nel corso della giornata. I due linguaggi creativi si integrano l’uno con l’altro permettendo alle persone di sperimentare prima una processo individuale e intimo e successivamente un momento di condivisione, messa in comune e di nuovo creazione.

Il processo infatti è continuo. La Pittura Intuitiva ha come culmine finale un lavoro di condivisione nel quale si ha la possibilità di raccontare la propria esperienza, il proprio lavoro e le proprie emozioni trasformando tutto ciò in una storia che diventa non più solo di chi l’ha vissuta ma anche di chi ha partecipato nell’ascoltarla.

Si crea così uno spazio di possibile creazione collettiva grazie all’alleanza che si è stabilita tra i partecipanti. Il lavoro del team è facilitato dalla condivisione. È come se creiamo una distanza tra noi e il nostro lavoro di pittura, torniamo al linguaggio e usciamo dal processo creativo per poterlo guardare e dargli parole.

In che modo il video amplifica l’esperienza più intimistica della pittura?

Da questo momento, perciò, si passa da uno spazio di creatività individuale ad uno collettivo. Le risorse emerse vengono rimesse in gioco assieme alle risorse degli altri. Ogni risorsa si intesse nella trama dell’altro che non è più solo un compagno di condivisione ma anche un partner creativo che ha qualcosa da darci ed al quale anche noi abbiamo qualcosa da dare. Qui c’è la sintesi creativa di hegeliana memoria. Anche lo spazio creativo si amplia e si può uscire fuori dai limiti dello spazio fisico dati dalla tela ed esplorare lo spazio intorno a sé. Si condividono le ricchezze e si impara a rispettare l’universo dell’altro. Ci si accorge di far parte di un universo più ampio.

L’altro ci permette di andare dove non saremmo mai andati e questa è un’opportunità fantastica.

Qual è l’importanza di passare da uno “dentro” (la pittura) a tanti “fuori”(il video)? 

Si passa da un’iniziale contatto profondo con se stessi legato anche al piacere, e si giunge a portare la  propria sperimentazione fuori da sé.

Il video accumuna tutti e li rende partecipi di una realtà condivisa.  Si interagisce prima con sé e poi con l’altro. Si contatta il proprio mondo e poi lo si condivide con quello degli altri. È importante poter passare da un livello interiore e profondo ad un lavoro collettivo perché ci permette di confrontarci e di arricchire il nostro spazio creativo con le risorse messe in comune dagli altri. Il confronto, inoltre ci permette di valorizzare il nostro mondo interiore grazie ad un clima di non giudizio e di libera espressione creato nel processo.

Perchè l’audio?

Perchè la narrazione si amplifica e privilegiando un canale spesso poco usato il filo della narrazione si dipana e si intreccia ancora tra le persone che creano insieme una storia dalle storie.

Per ascoltarlo  cliccare sul titolo:

La corsa

Perché partecipare?

  • Per trovare lo spazio adeguato per esprimersi sperimentando diversi canali creativi, incontrare persone che condividono lo stesso interesse per il proprio mondo creativo oppure persone nuove e diverse da me.
  • Imparare cose nuove facendo un’esperienza di crescita personale.
  • Per conoscere mezzi espressivi poco familiari, risvegliare la mia vita creativa che nella quotidianità ha poco spazio.
  • Regalarmi un tempo per me, per la mia crescita fuori dai doveri e dagli impegni.
  • Divertirsi senza pensare alla propria performance e al risultato della propria prestazione.

Nostalgia: confronto tra un presente svalutato e un passato idealizzato

lunedì, febbraio 6th, 2012

 

Immagine anteprima YouTube

Vorrei partire da questa citazione dell’ultimo film di Woody Allen, non uno dei suoi più riusciti, ma in ogni caso utile per questo messaggio che ci lascia.

Esiste un’epoca d’oro o siamo noi che tendiamo a voler vedere il passato come un ideale di benessere?

Stiamo insegnando ai ragazzi ad avere una visione negativa del presente in cui tutto è sbagliato? Leggo le loro riflessioni sull’attualità e sul mondo e mi rendo conto che pongono sempre un confronto con il passato, un passato che non conoscono ma che gli viene trasmesso e raccontato come molto più facile.

Vero. Per certi versi lo era. Più facile, forse. I rapporti, la velocità, le informazioni. Non so.

Quello che mi stupisce e che spesso noto è che molti adolescenti già sono negativi sul futuro, già bloccano i loro sogni perchè imparano troppo presto che non si possono realizzare.

Allora quanto siamo responsabili noi di questa visione.

Per me è fondamentale aiutarli a confrontarsi con il presente e con ciò che hanno dentro, con i loro desideri, ansie e sogni.

Stiamo crescendo la generazione di domani, è necessario fare in modo che guardino il mondo con i loro occhi, che possano sperare e trovare le energie per trasformare il mondo e superare le paure.

I media hanno la loro responsabilità anch’essi.

Ogni evento che accade viene drammatizzato e la realtà che ci viene raccontata è intrisa di pericoli e di conseguenza la paura serpeggia.

Per me è stato lampante venerdì notte. Sono uscita titubante, nonostante gli allarmi e i pericoli lanciati sugli organi di informazione. Sono uscita a godermi i fiocchi di neve che scendevano su Roma addormentata.

In centro le uniche persone che ho incontrato a divertirsi in quello spettacolo naturale, a tirarsi le palle di neve e giocare erano stranieri, ragazzi americani perlopiù.

Mi sono chiesta: dove sono i ragazzi di Roma? quanto hanno dato attenzione e vincolato la loro esistenza a ciò che veniva detto al telegiornale?