Archive for gennaio, 2012

È IL MIO TURNO

domenica, gennaio 29th, 2012

Tempus Fugit

Talvolta ci troviamo a chiederci perchè corriamo tutto il giorno, cosa stringiamo tra le mani, cosa ci resta di questa continua e incessante corsa.

Le grandi città funzionano così, la fretta è il nostro dogma, tempus fugit…ci diciamo

Bisogna stare al passo per non essere sopraffatti.

E allora quand’è il momento per fermarci? quando diciamo: basta accumulare oggetti, esperienze, parole, amici…! quando è ora di smettere e voltarci a guardare il nostro spazio?

Quando è ora di fermarci e respirare sul serio e sul serio sentire il sapore delle cose?

Possiamo scegliere di farlo: dare valore a ciò che abbiamo invece di affannarci a ricercare qualcosa che ci manca.

La scelta può essere difficile perchè bisogna far i conti con la paura del vuoto o con la mancanza di spazio per sè nella propria vita.

Contatto Creativo

Il lavoro che propongo è un lavoro di tempo e di incontro, ma è anche uno spazio per ritrovarsi.
Questo significa anche poter creare qualcosa di nuovo, sperimentare e sperimentarsi in un modo differente da ciò che facciamo tutti i giorni.

In questo l’arte ci accompagna, ci sostiene, perchè ci permette di liberare energie – se ci affidiamo ad essa – ci permette di esprimerci, senza il bisogno di giudicarci, portare novità alla nostra vita!

In che modo? lasciandoci trasportare dal nostro piacere e desiderio alla scoperta di qualcosa che ancora non conosciamo.

Il Percorso

Il percorso è articolato in 3 incontri della durata di due ore ciascuno (può essere fatto anche di sabato).

Utilizzo differenti mediatori artistici tra cui la fotografia, il collage e la narrazione che hanno la funzione di facilitare il processo creativo e di permettere alla persona di ritrovare il proprio spazio personale, attraverso l’esplorazione del proprio “emisfero destro”.

Si ha la possibilità di tornare bambini, di giocare, divertirsi e allo stesso tempo migliorare la consapevolezza di sè e del proprio sentire.

A cosa serve?

  • riprendere contatto con se stessi e con i propri bisogni
  • sperimentare modalità creative
  • riattivare la creatività divertendosi
  • riappropriarsi del proprio percorso di vita

 

 

 

 

 

 

 



 

 

Il video: uno strumento per diventare protagonisti della propria vita

mercoledì, gennaio 18th, 2012

È arrivato l’anno nuovo e si iniziano a fare i soliti buoni propositi, ci si propone di fare ciò che rimandiamo da tempo, spesso dicendoci che non lo abbiamo fatto fin’ora per mancanza di tempo.

Il più delle volte non è vero.  Talvolta rimandiamo ciò che ci piacerebbe fare perchè non ce lo permettiamo. Non ci permettiamo spazi di piacere o creativi, oppure assecondiamo il desiderio degli altri. Talvolta invece neanche ci viene in mente che abbiamo possibilità diverse, che possiamo allargare il nostro mondo anche con piccolissimi cambiamenti.

Questo senso di impotenza nei confronti della propria vita è qualcosa che si può cambiare ed è un percorso lento ma fruttuoso, ci rende attivi e protagonisti non solo semplici spettatori. Per questo motivo lavoro con il video nella relazione d’aiuto, perchè concretamente le persone diventano protagoniste della propria creatività, ci mettono la faccia, il cuore anche il rossore di fronte a quell’oggetto, costruendo per la prima volta il proprio film: IL FILM DELLA LORO VITA.

Non necessariamente deve parlare della propria autobiografia, si costruisce insieme la propria storia intessendola con quella degli altri, proprio come nella vita reale. Si incrociano le scelte, si propone e si accetta, e il risultato è sconvolgente, non tanto nel momento in cui lo stiamo facendo ma nel momento in cui ci rivediamo sullo schermo e ci osserviamo per la prima volta protagonisti.

Certo, mi direte, probabilmente non è la prima volta che  guardiamo la nostra immagine in un video, però chissà perchè ogni volta che succede non possiamo che rimanere catturati dalla nostra immagine, nel bene e nel male, innamorati come Narciso del proprio riflesso oppure a caccia di difetti e di giudizi.

Non sempre le persone voglio comparire nel video che stanno immaginando, per alcune persone è troppo forte l’essere ripresi, ma questo va bene comunque perchè l’essere creatore di quella storia che compare sullo schermo è già moltissimo. Attraverso quel personaggio, creato, immaginato da me posso raccontare una parte della mia storia, un piccolo frammento del mio mondo e non necessariamente in modo diretto.

Perchè costruire insieme ad altre persone una storia per immagini? Perchè l’immaginazione e la creatività sono strumenti molto potenti, ci permettono di liberare energie nascoste e ci aiutano a sperimentare nuove possibilità e soprattutto SONO DIVERTENTI!

È attraverso il divertimento che posso permettermi dei cambiamenti, che posso cambiare qualcosa del mio panorama quotidiano.

In questo senso il video è un mediatore nella relazione d’aiuto, in questo senso permette nuove possibilità.

 

 

 

 

Genitori si nasce o si diventa?

giovedì, gennaio 12th, 2012

Molte future mamme e papà, durante la gravidanza e i primi anni di vita dei figli, leggono  libri sui primi passi del bambino, sulle più recenti scoperte in fatto di maternità e di crescita sana della prole, si confrontano con esperti e con chi a più esperienza di loro rendendosi disponibili ad apprendere tutto ciò che possono per essere all’altezza di un compito pressochè sconosciuto.

Poi, quando i bambini crescono,  i genitori acquistano maggiori competenze in fatto di gestione dei capricci, giochi, litigi con i coetanei, malattie, attività da proporre, carattere dei propri figli e cose che fanno loro bene o male. Sono diventati, chi più chi meno, competenti nel loro ruolo di genitori.

Ma cosa succede quando arriva il periodo dell’adolescenza?

Le regole del gioco cambiano. Non funzionano più i metodi educativi applicati prima ed anche il modo di relazionarsi con i propri figli cambia perchè loro iniziano a crescere a vista d’occhio, non solo fisicamente ma anche nel modo di comportarsi, rispondere, decidere e studiare.

Spesso la frase ricorrente che ascolto dai genitori è :“Non lo riconosco più!”.

 

Inizia un periodo di lotta tra i figli ed il loro comportamento  e le aspettative dei genitori su come dovrebbero comportarsi. Le modalità di relazione che prima erano efficaci per convincerli a fare qualcosa ora non funzionano più, si alzano dei muri sempre più alti e le discussioni finiscono sempre nello stesso modo.

In questa fase alcuni genitori cercano sostegno e consigli da altri genitori, dagli insegnanti e talvolta da esperti, perchè effettivamente le cose sono cambiate ed talvolta mancano gli strumenti per affrontare determinate situazioni.

In che modo il sostegno di un esperto può essere utile ed efficace?

Per quanto riguarda la mia esperienza ciò che rende sereni i genitori durante un colloquio è proprio il fatto che non sono sotto processo nè loro nè i loro figli. Ovvero non c’è un modo giusto per fare il genitore perchè è un ruolo che si modifica nel corso del tempo ed è sicuramente già un grande passo quello di essere di fronte al problema e guardarlo da vicino.

Il secondo passo è quello di fare i conti con le aspettative nei confronti dei propri figli, dei sogni e delle speranze che in essi sono state riposte in tutti gli anni dell’infanzia e che ora vengono fuori nelle richieste quotidiane … devi essere più forte…. oppure  ma perchè sei così immaturo? non si motivato!  e così via. Tendenzialmente i figli cercheranno -  nel migliore dei casi di assecondare totalmente le aspettative dei genitori per essere amati, – nel peggiore di fare esattamente l’opposto di ciò che gli viene richiesto. Entrambe queste soluzioni possono essere faticose e fanno perdere di vista al ragazzo ciò che realmente vuole.

In adolescenza  in molti casi la possibilità di influire sul comportamento dei propri figli si riduce di molto perchè in quel momento il ragazzo o la ragazza stanno attraversando una fase di strutturazione della propria identità, hanno bisogno di distaccarsi per poter capire chi sono, cosa vogliono e soprattutto cosa vogliono diventare e per farlo hanno bisogno di sperimentarsi lontano dagli occhi dei loro genitori.

Molti genitori non sanno a cosa vanno incontro nel momento in cui il loro figlio entra nel periodo dell’adolescenza e molti scontri nascono proprio da questa incomprensione. Come dire è cambiata la stagione ma io continuo ad indossare i bermuda e mi ostino ogni mattina arrabbiandomi per il freddo che sento.

Bisogna imparare a muoversi in un nuovo panorama e in un nuovo clima e procedere passo passo. Per questo il mio ruolo è quello di mostrare le differenze e stimolare a trovare nuove soluzioni relazionali, ovviamente facendo i conti con le proprie emozioni, con la frustrazione e con il senso di impotenza ma allo stesso tempo riprendendo contatto con i propri figli in un modo nuovo, con una nuova curiosità e fiducia.

Si crescono i figli per 14/15 anni e per tutto quel tempo le energie e le attenzioni sono rivolte a loro, diventano il centro della vita dei genitori, la gioia e le preoccupazioni.  Soprattutto per alcune mamme che lasciano il lavoro per occuparsi dei figli, quando arriva questo momento ed i figli chiedono di lasciarli piano piano andare, è molto difficile, perchè è difficile abbandonare il ruolo di mamma a tempo pieno. Perchè per tutto quel tempo la propria realizzazione è passata attraverso i figli ed ora assistere impotenti o in lotta alla loro crescita, emancipazione ed ai loro errori è molto dura.

Qui è il momento per tornare ad occuparsi di sè, del proprio mondo e delle proprie realizzazioni per crescere affianco ai propri figli senza sostituirsi ad essi. È il migliore insegnamento che possiamo dare i nostri figli, trovare la nostra realizzazione e lottare per la nostra felicità.

 

 

Genitori in erba

lunedì, gennaio 9th, 2012

Bambini, strane creature estranee,

lontane idee familiari.

Ancora non ha preso forma

l’immagine infantile

di un essere nuovo.

Periodi di vita lontani nel

futuro. Si aspetta il momento

giusto di un tempo reale.

Famiglie nuove costruite

dal tempo, dalle scelte

e dal desiderio concreto.

Non più inevitabile passaggio

alla vita adulta ma

sottile idea che prende

corpo nel nostro cuore.

Genitori in erba. Oggi.

Genitori del domani,

delle nuove generazioni.