Archive for dicembre, 2011

The importance of being you

martedì, dicembre 13th, 2011

Quanto ho visto questo video per la prima volta sono rimasta incantata, come affascinata dai movimenti così naturali di questa bambina, dalla concentrazione e attenzione e presenza che sprigiona dal video.

Immagine anteprima YouTube

Questo è ciò che ho visto io: pura presenza nel qui e ora, puro esserci e sentire. Senza pensieri, giudizi, paure o errori di sorta, soltanto il desiderio di seguire quell’energia sprigionata dai colori.

Probabilmente questa bambina è speciale,  ha un dono particolare nell’armonizzare i colori e un dono particolare nel creare delle forme interessanti ma ciò che mi colpisce è il fatto che questo video sia arrivato dall’Australia fino a noi.

Voglio dire che qui  ci troviamo di fronte ad una bambina che i genitori sono stati in grado di accogliere e valorizzare. Probabilmente il fatto che entrambi i genitori fossero artisti è stato un elemento utile ma non credo che sia solo questo. Qualcuno ha obiettato che sono stati bravi a valorizzare e monetizzare le doti della propria figlia ( i suoi quadri sono venduti in tutto il mondo e la bambina ha da poco esposto a NY), può essere. Ma non è questo il punto. Ciò che mi spinge a parlarne è perchè questa bambina può essere un ottimo spunto per riflettere su un tema: si può osservare i propri figli con curiosità, valorizzando le loro risorse e la loro unicità?

Le mamme dei bimbi piccoli lo fanno in continuazione: “Guarda come ha imparato a fare questo!”, ” Hai visto com’è bravo a ballare e che senso del ritmo?”…dicono.

Poi, quando diventano più grandi, entrano nell’adolescenza, ci si aspetta che diventino come ci si è immaginati e si smette ( o almeno alcuni lo fanno) di osservarli con curiosità e di appoggiarli, accoglierli e sostenerli nelle loro uniche vite…

 

Devo o voglio?

lunedì, dicembre 12th, 2011

Spesso mi capita di soffermarmi su queste due parole: DEVO e VOGLIO.

Spesso le persone usano queste due parole come fossero sinonimi anche se non lo sono. C’è una bella differenza dire DEVO fare questo oppure VOGLIO  fare questo. Dietro c’è un’assunzione di responsabilità, una scelta in prima persona. Il concetto connesso alla parola DEVO è principalmente legato ad un ordine, ad una qualche costrizione o obbligo. La parola VOGLIO ci collega al piacere, al momento in ci autoderminiamo prendendo una decisione.

Library 2007 © Lori Nix

Ovviamente non mi riferisco a quegli obblighi dai quali non possiamo esimerci, a quelle situazioni necessarie, ma a tutte le altre nelle quali sostituiamo la parola devo a voglio.

Qualcuno ci ha detto che dobbiamo essere in un certo modo, che dobbiamo provare determinati sentimenti, che dobbiamo fare determinate cose. Oppure siamo noi stessi a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, provare, desiderare. E qui inizia il conflitto interiore ovvero quella lotta interna nella quale diverse istanze si contrappongono l’una all’altra.

Il più delle volte sono INGIUNZIONI PARADOSSALI. Ovvero richieste ed ordini a cui non siamo in grado di rispondere perchè  sono contrari a ciò che stiamo provando, sono contrari al nostro sentire. E allora ci dibattiamo in continui rimproveri e autodenigrazioni e la nostra autostima scende precipitosamente. Non ci sentiamo liberi di volere ma tutto diventa un obbligo. Ci diciamo che siamo sbagliati, che ciò proviamo non ha senso e neghiamo i nostri sentimenti profondi.

Come ci sentiamo sollevati allora, nel momento in cui ci prendiamo la responsabilità delle nostre scelte. Scegliere significa anche liberarci, certo significa anche autorizzarsi a farlo, rischiare le conseguenze.

Quando le persone iniziano a “volere” il loro sguardo si accende ed una sorta di eccitazione, energia prende forma.

E si prende in mano la propria vita e si decide come viverla.

 

Sotto le unghie

lunedì, dicembre 5th, 2011

Il racconto di Francesca dopo il seminario di Video-Pittura Intuitiva:

Scrivo qualcosa ora che ho ancora un po’ di colore sotto le unghie, nonostante la doccia.

Che ho ancora uno stordimento dolce e un po’ di elettricità sulla pelle, nonostante sia quasi lunedì.

Oggi ho dato ascolto alla creatività e non me ne pento.

Ho lasciato spazio alla creatività, eppure di spazio ne ho tanto che sono solita riempirlo.

E allora parto da qui per raccontare l’esperienza che ho fatto oggi, e che mi sono portata a casa incorniciata dentro di me. Prima che sia domani.

Parto col dire proprio questo, che c’è spazio per tante cose, c’è tempo per mille cose, per farsi in quattro, per riempirsi, per accumulare, e invece la creatività parte da uno svuotamento, da un silenzio che ti dà modo di ascoltare quella voce flebile che ti sussurra all’orecchio qualcosa che ti eri dimenticata o che avevi accantonato, appiattito o rinchiuso.

 

Svuotarsi per accogliere, per sentire che quel foglio bianco sei tu e che non vuoi sporcarti le mani con te stessa, che non sai dove mettere le mani con te stessa, e per scoprire che saranno le mani a condurti in un processo che non sai dove ti porterà ma che è il tuo cammino, seppur breve dentro di te.

 

Un regalo che non hai chiesto, domande che non ti sei posto e risposte che non cercavi. Fino a quel momento.  Materia nuova, creatività.

Poi alzi lo sguardo e non ti senti sola. Passi da te agli altri, per sentire che i tuoi colori e i tuoi gesti brillano di più insieme agli altri, e che qualcuno può accogliere, apprezzare, rispettare e condividere. E il tuo cammino si intreccia, si incontra, si fonde con quello degli altri. E la creatività si amplifica.

Un momento del laboratorio di Video Pitura intuitiva

E allora puoi anche guardarti dal di fuori, attraverso un video, perché oramai sei bella. Perché hai una storia da raccontare e qulacuno che la starà ad ascoltare. Perché se anche c’è un po’ di rumore e anche se è quasi domani, quella voce flebile la sento ancora.

Grazie

Francesca

Roma, 4 dicembre 2011