Counselling scolastico

Da molti anni mi capita di accompagnare i ragazzi delle scuole medie e superiori nelle loro difficoltà scolastiche, nelle sconfitte, nelle rinuce e nel difficile compito che è quello dello studente.

Dalla mia esperienza sul campo, le difficoltà maggiori che i ragazzi incontrano sono nel sostenere la frustrazione alla difficoltà, all’errore e all’insuccesso. Alcuni genitori, per proteggere i propri figli da queste sensazioni sgradevoli, preferiscono nel momento del disagio cambiare classe al figlio, accusare il professore oppure la scuola.

è vero, a scuola possono capitare situazioni di discriminazione, antipatie, difficoltà di relazionarsi con i docenti, ingiustizie o incompetenze professionali ma la mia opinione è che sia necessario affrontare queste situazioni senza sfuggirle.

Dayanita Singh, Poppy, 2006

La realtà che i ragazzi si trovano a fronteggiare è uno spaccato della realtà esterna, con i suoi pregi e difetti.

è difficile decidere quando si parla dei propri figli, difficile comprendere quando sia necessario un intervento e quando sia il caso lasciare gestire la situazione al ragazzo.  Importante però è che si dia una chance al ragazzo di affrontare la difficoltà, supportandolo ma non sostituendosi ad esso.

Questo aspetto del ruolo genitoriale, in adolescenza, è molto importante perchè in questa fase delicata, i genitori sono portati a confrontarsi con una esigenza educativa differente, un connubio di protezione e di libertà.

Gli adolescenti, infatti, hanno la necessità di sperimentare le proprie forze nel mondo circostante, sperimentare il loro senso di efficacia per rafforzare la propria autostima.

Ruolo dei genitori è allora proprio quello di iniziare un lento e inesorabile processo di responsabilizzazione che si può attuare solo e soltanto iniziando a delegare al ragazzo piccole responsabilità, in primis quella della gestione della propria vita scolastica.

Questo processo può avvenire solamente nel momento in cui i ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi non solo con le vittorie e con la loro immagine di “bravi ragazzi” ma anche con quella di chi è in difficoltà. D’altronde stanno crescendo non si può pretendere che” nascano imparati”!

Comments are closed.