Pensieri sulla creatività

Secondo me siamo tutti creativi, o meglio ognuno di noi può utilizzare la sua creatività nella vita di tutti i giorni.

A questo proposito mi  viene in mente la storia di un macellaio di Brasilia che aveva una passione per i libri, ne aveva  da parte, ne ha acquistati altri nel tempo, ed deciso di creare una biblioteca circolante nel suo negozio di macelleria prestandoli ai clienti. Oggi ha fondato cinque librerie circolanti in giro per la città alla fermate degli autobus. Le persone possono prendere i libri in prestito mentre aspettano. Non devono firmare nulla, non devono fare alcuna tessera, semplicemente devono leggere.

chrisrain_monstertape

© Chris Rain

Questo è  proprio un esempio di quello che si chiama pensiero divergente, di una persona che ha deciso di fare una scelta creativa nel suo lavoro, forse una scelta azzardata, unendo due cose che non c’entrano proprio niente tra loro, come la carne ed i libri, ma che forse hanno un certo significato per chi le ha messe insieme. Ha osato e c’è stata una buonissima risposta da parte delle persone alla sua idea.

Usare la creatività ci permette diriflettere su nuove prospettive e non agire sempre nello stesso modo, ci permette di portare energia vitale alla nostra vita.

Sono proprio solo gli artisti a possedere la proprietà dell’essere creativi? Secondo me no.

Quando stavo per laurearmi ho deciso di scrivere la mia tesi a partire da contesti creativi di gruppo. Sono andata in uno studio di architetti e designer che progettavano yacht di lusso a vedere come funzionava il lavoro creativo. Per otto mesi ho seguito le persone che lavoravano ai progetti delle barche per carpire il segreto della creatività, per respirare un contesto piacevolmente creativo. Quello che ho trovato è stato una fucina di lavoro ben strutturato e delineato e poca, molta poca creatività nei progetti. Ovvero molti di quegli architetti avevano pochissima voce in capitolo sulla progettazione degli interni e degli esterni delle barche. Dove ho trovato creatività? Nella vita di tutti i giorni e nella soluzione dei problemi. Era proprio in questi aspetti che la creatività si faceva notare, nell’invenzione quotidiana di nuove soluzioni ai problemi che via via incontravano.

Se penso alla parola creatività mi viene da pensare ad una forte energia che mi spinge ad agire e muovermi. Una spinta piacevole, una tensione verso una soluzione, una produzione, una realizzazione.

Qualcuno potrebbe obiettare che per creare alcuni sono più portati di altri. Va bene, all’apparenza potrebbe essere vero. La zia Flora è sempre stata quella che in famiglia cuciva oggetti di tutti i tipi, ricamava, faceva maglioni, copri cuscini, presine, io non sono brava a fare queste cose, né a dipingere come mio nonno, né a suonare uno strumento, perciò non sono creativa?

Non sono d’accordo. Quello che manca alle persone che non si ritengono creative è spesso la consapevolezza della loro creatività ed il permesso alla creatività. Il permesso di agire con piacere senza per forza produrre al primo tentativo un capolavoro.

Che vuol dire? Vuol dire che per essere creativi, o meglio per lasciarsi andare alla creatività bisogna darsi il permesso di farlo e riconoscerlo. Allora è qui che ci sentiamo bloccati.

Che serve fare dei tentativi di creatività? O sei artista o non lo sei. È un dono.

Non ci credo. Credo che per tirare un po’ fuori l’artista che è in noi dobbiamo semplicemente dargli spazio e affrontare la paura di sbagliare, di non farcela, di non essere bravi, all’altezza. Ci confrontiamo con esempi di altissimo profilo creativo proprio per sostanziare il fatto che non siamo in grado, che non ce la facciamo. Ci auto boicottiamo quando neanche  proviamo a sperimentare un nuovo modo di fare, una nuova soluzione.

Quando invece ci lasciamo andare al flusso creativo le cose vengono facili e soprattutto con piacere.

Voi che ne pensate della creatività? Quando vi siete sentiti creativi? Cosa avete fatto?

Leave a Reply