Perchè ci fa tanta paura la paura?

Siete mai stati colti da una sensazione di paura senza sapere di cosa avete paura? Il cuore ci batte forte, il respiro è corto ed abbiamo soltanto voglia che questa sensazione smetta il più rapidamente possibile. Cerchiamo di fare altro, di distrarci ma lei resta appiccicata a noi per tutto il tempo.

Quando siamo in balia della paura ci sentiamo vulnerabili, perdiamo il controllo e ci sentiamo disorientati.

Tracciando una linea immaginaria della paura possiamo pensare da un lato al timore e dall’altro estremo al panico, come se percorrendo la linea ci fosse un crescendo dell’emozione provata.

La paura, comune anche agli altri esseri viventi, ha come scopo la sopravvivenza perciò in una dimensione legata al reale è sana. Le reazioni comuni alla paura sono: l’immobilità, la fuga, l’attacco, la sottomissione e tutte hanno come scopo la sopravvivenza. Ciò che si può fare ancora con la paura è che la si può affrontare.

foto-sito-gaia1© Robert and Shana ParkeHarrison

Esistono però, diversi tipi di paure che si possono suddividere in due grandi categorie, ovvero le paure reali – in cui qualcuno o qualcosa attenta alla nostra integrità fisica, mentale, emozionale o spirituale; le paure fantasmatiche – che corrispondono a tutto ciò che ci spaventa e che nello stesso tempo riduce il nostro campo di possibili azioni, tutti i no a priori che ci poniamo, limitando noi stessi e la nostra libertà interiore.

Molte volte, infatti, ciò che più vogliamo fare, più ci spaventa.

La paura di ciò che non conosciamo e che non riusciamo neanche ad immaginare. Sentendo la paura siamo anche in grado di sentire l’eccitazione per l’idea di qualcosa di diverso, di nuovo o di ignoto, quando invece ci de-sensibilizziamo, attutendo le nostre sensazioni per non sentirle, perdiamo anche l’occasione di sentire l’eccitazione e il desiderio.

La paura sana perciò ci protegge mettendoci in allerta, quella non sana ci limita impedendoci di crescere.

La sfida in terapia è proprio quella di passare da reazioni automatiche di immobilità o di fuga di fronte alla paura a quelle di responsabilità e di scelta.

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